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Giornata Ecologica 27 maggio 2006

Sabato 27 maggio presso le cave situate in località Marsor di Castellavazzo, si è tenuta la Giornata Ecologica alla quale hanno partecipato i ragazzi delle classi terza, quarta e quinta delle scuole elementari di Castellavazzo, Longarone e Ospitale di Cadore.

La manifestazione è stata organizzata dal Comune di Castellavazzo ed ha visto la collaborazione dell’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo, della Squadra di Protezione Civile Comunale, del Servizio Volontario di Vigilanza e del Corpo Forestale di Longarone.

Oltre ai 150 bimbi ed ai loro accompagnatori, erano presenti il Sindaco di Castellavazzo Franco Roccon, il Sindaco di Ospitale di Cadore Livio Sacchet, un rappresentante del Comune di Longarone, i parroci di Castellavazzo e Codissago oltre che una rappresentanza dei Carabinieri della stazione di Longarone.

Quest’anno, questa importante manifestazione che si organizza alternativamente nei tre comuni con cadenza annuale, è stata dedicata alla pietra ed agli scalpellini di Castellavazzo, in ragione della plurimillenaria storia che li ha resi famosi in molte località non solo europee.

Dopo il saluto delle Autorità ed il pensiero religioso, il gruppo si è recato nella vecchia cava del compianto Vincenzo Mazzucco detto Cincin, messa cortesemente a disposizione dal nipote Valentino Mazzucco, nella quale ad aspettarli vi erano alcuni componenti dell’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo.

Con grande curiosità e attenzione gli intervenuti hanno assistito al distacco di un blocco dal banco di cava, realizzato con tecniche e attrezzature che erano la consuetudine prima dell’avvento dei mezzi meccanizzati.

Il gruppo, composto da Cesare Losso, Giorgio Olivier,  Adolfo e Giorgio Zoldan, ha saputo agire con destrezza riuscendo a strappare alla dura roccia un blocco di pietra di Castellavazzo.

Il commento di Gian Luca David ha accompagnato le operazioni passo per passo, illustrando le manovre e fornendo le precise terminologie dialettali che hanno scandito tutte le fasi dei lavori.

Sempre utilizzando metodologie e  equipaggiamenti oramai in disuso da decenni è stato messa in opera la calata di un blocco sulla superficie di cava.

Grande ammirazione hanno avuto i fossili messi a disposizione da Giorgio Olivier, molti dei quali provenienti proprio da questa zona. 

Su invito di Marcello Martini molti bambini, ma anche qualche insegnate, hanno poi voluto provare direttamente a incidere la pietra con lo scalpello o, manovrando pesanti leve e potenti mazzuoli,  rendersi conto direttamente di quanto sia dura questa attività.

Terminata questa prima fase tutti i partecipanti si sono spostati nella cava attualmente in attività, da dove la ditta Cason Marmi di Belluno trae i blocchi di pietra che poi lavora e distribuisce con indirizzo architettonico, ornamentale e urbanistico.

In questo luogo dove la natura appare ferita ma che suscita un fascino tutto particolare, è stato facile confrontare le diverse tecniche di estrazione che caratterizzano epoche così diverse ma temporalmente non molto distanti.

Ai ragazzi ed agli accompagnatori è stato distribuito, curato dalla Segreteria dell’Associazione guidata da Alessandra Anzolut, un pieghevole che illustra la pietra di Castellavazzo, le lavorazioni e, analizzandolo in chiave turistica, il paese.

La giornata è proseguita con un’analisi sul mantenimento ambientale illustrata dal Corpo Forestale dello Stato, alla quale è seguito il pic nic per tutti.

 

Di seguito sono riportate alcune immagini della manifestazione.


Il saluto del Sindaco di Castellavazzo, Dott. Franco Roccon.



Don Sergio Pelizzari propone un pensiero religioso, anch'esso con riferimenti alla pietra.



Tutto è pronto sul "banco di cava" per iniziare l'estrazione del blocco.



Gian Luca David, curatore del Museo della Pietra e degli Scalpellini, illustra ai presenti i metodi e le attrezzature che serviranno per compiere l'operazione.


Tutti i componenti dell'Associazione sono al lavoro.

L'operazione di distacco deve essere coordinata in tutte le sue fasi altrimenti si rischia la rottura scomposta del blocco, rendendolo inutilizzabile per le operazioni di finitura.



Qualche sapiente colpo e la lastra si stacca dal banco.

Al culmine dell'operazione parte un applauso spontaneo e la tensione (finalmente) si scioglie.



I ragazzi hanno accettato  l'invito a "scalpellare", tanto che qualcuno di loro si è avventato immediatamente sugli attrezzi! 


Immagine d'effetto dei bambini all'interno della cava attualmente in attività.

La suggestive esperienze raccolte in questa giornata saranno ricordate sicuramente per molto tempo, non solo dai ragazzi. 



Già dai primi colpi si intuisce la naturale predisposizione del giovane scalpellino.




Anche il geom. Tatiana Mazzucco dell'Ufficio Tecnico Comunale di Castellavazzo, non riesce a resistere alla tentazione di provare a lavorare la pietra.

Sicuramente il lavoro d'ufficio sarà duro, ma dopo questa esperienza il ritorno alla scrivania sarà certamente preso con molta più filosofia.



L'Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo ringrazia tutti coloro i quali si sono addoperati per la buona riuscita della manifestazione.

Una particolare menzione, per la cortese disponibilità accordata, va rivolta nei confronti di Valentino Mazzucco, attuale proprietario della cava dismessa detta "de Cincin".

 

Aggiornamento 20 febbraio 2008.


ANCHE QUEST'ANNO SAREMO PRESENTI A FARRA D'ALPAGO CON UN NOSTRO STAND E CON LA LAVORAZIONE DELLA PIETRA CON METODI TRADIZIONALI. VI ASPETTIAMO.



 
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