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Castellavazzo: serata a tema archeologico

Saranno presentati i risultati della campagna di ricerca “Crosta 2003”

 

Continuano le attività promosse dall’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo rivolte alla scoperta ed alla valorizzazione delle peculiarità storiche e culturali del paese.

Sabato 15 marzo alle ore 20.30, presso la sala convegni del nuovo Parco Tecnologico Ambientale in località Roa-Malcolm, si terrà la presentazione dei risultati della campagna di ricerca storico-archeologica “Crosta 2003”.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Castellavazzo, la Soprintendenza ai Beni Archeologici per il Veneto e l’Equipe Veneziana di Ricerca, associazione di volontariato operante nel campo speleologico e archeologico, sia terrestre che subacqueo.

Il progetto risale ai primi anni duemila quando si è deciso di avviare un approfondimento sulle conoscenze sul passato di Castellavazzo, fortemente legato alla presenza romana e pre-romana, ma ancora caratterizzato da molteplici aspetti insoluti.

Rimane ad esempio ancora tutto da decifrare quale sia stato l’apporto delle culture celtiche e paleovenete in quest’area della Provincia, luogo naturale di confine per via della strategica posizione al crocevia di quattro vallate e per la vicinanza dei versanti.

Nel corso degli ultimi decenni molti sono stati i ritrovamenti archeologici avvenuti in paese che attestano l’importanza del presidio romano e la precedente presenza dei Laebactes, popolo dalla provenienza non individuata che seppe convivere con l’occupatore tanto da ricevere in segno di riconoscenza, come recita l’iscrizione sulla Stele Neroniana conservata in municipio, un “horilogivm cvm sedibvs”.

Già nel 1995, nell’area contigua allo scavo di “Crosta 2003”, in occasione della costruzione di alcune villette erano state rinvenute accidentalmente due tombe databili nei primi due secoli d.C., dotate di ricchi corredi, nonché abbondanti tracce di combustione legate ai riti di cremazione dei defunti.

Ecco che, grazie alla disponibilità delle famiglie Colotto e Colotto-Alberti, è stato possibile avviare un ulteriore campagna di indagine localizzata nella zona immediatamente a valle del cosiddetto “Fondo Facca”, nella speranza di raccogliere ulteriori elementi che premettessero di completare il quadro storico e nel contempo anticipare eventuali iniziative di carattere edilizio che potevano manomettere la raccolta di preziose informazioni.

L’Amministrazione Comunale, gli Scalpellini e la disponibilità di alcuni privati hanno garantito l’ospitalità ai circa 25 operatori dell’Equipe Veneziana di Ricerca, mentre la società Ecomont ha supportato l’intervento di ricomposizione dei terreni.

L’intervento “sul campo” di numerosi studiosi e professionisti, quali Giancarlo Arnoldo ed il geologo Giuseppe De Biasi, hanno consentito di identificare con precisione la situazione presentatasi e permettere di conseguenza alcune ipotesi che saranno esposte nella serata del 15, supportate anche da approfondite ricerche archivistiche e bibliografiche.

Nelle prossime settimane dovrebbe inoltre essere concluso l’iter di realizzazione dell’Antiquarium presso il municipio, dove saranno raccolti numerosi reperti trovati in paese e che porteranno a tre il numero dei musei presenti sul territorio comunale, dotazione che fa primeggiare il centro bellunese nelle classifiche nazionali.

Secondo Vilmer Mazzucco, presidente dell’Associazione <<Castellavazzo ha imboccato con decisione la strada della valorizzazione del territorio e della storia, preciso obbligo morale ma anche strumento di sviluppo turistico con conseguenti positive ricadute per il paese. La collaborazione all’iniziativa di numerosi volontari e la disponibilità fornita dai proprietari dei terreni fanno intuire quanto la cittadinanza stia credendo e sostenendo quest’azione >>.

Al termine della serata un rinfresco permetterà agli intervenuti di rinsaldare lo spirito amichevole dell’iniziativa e festeggiare la conclusione di un capitolo appartenente ad un libro ancora tutto da scrivere.





 
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