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Parte il progetto segreto “G 511”

La nuova iniziativa degli Scalpellini desta già molta curiosità 

 

Con i primi colpi di scalpello assestati su di un blocco di 7,5 q.li, hanno avuto inizio i lavori per quello che all’interno dell’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo è noto come progetto “G 511”.

Presso la Bottega dello Scalpellino, laboratorio operativo organico al Museo della Pietra e degli Scalpellini, c’è gran fermento per quella che si annuncia come una delle iniziative che nei prossimi mesi catturerà l’attenzione dei media, in quanto porrà fine ad una mancanza che dura da quasi 5 secoli.

Le dimensioni del masso dal quale sarà ricavato l’oggetto, ovviamente nella pregiata pietra locale, lasciano intendere la complessità della realizzazione ed i parecchi mesi che serviranno per giungere alla conclusione dei lavori, nella speranza che il tutto sia pronto per l’autunno.

Affiancata ai lavori manuali vi sarà anche una fase prettamente burocratica che dovrà antecedere il posizionamento della figura, per il quale vi è già l’interessamento della sezione tecnica del gruppo.

Il Direttivo dell’Associazione ha deciso però di tenere nascoste le caratteristiche di questa operazione, in quanto viene preferito che siano i soci ed i cittadini di Castellavazzo a scoprire man mano l’aspetto del manufatto ed il contesto nel quale andrà inserito.

Questo particolare approccio, diametralmente opposto alla consueta politica di condivisione che definisce l’operato del sodalizio fin dalla sua costituzione avvenuta nel 1996, vuole ulteriormente stimolare la ricerca storica e culturale.

Secondo Alessandra Anzolut, segretaria dell’Associazione: << grazie all’abilità dei nostri operatori abbiamo la possibilità di perseguire questo obbiettivo, avente lo scopo di valorizzare il nostro territorio e nel contempo incuriosire le persone, rendendole partecipi a questa sorta di gioco. Scoperte le finalità, la nostra iniziativa non potrà che  trovare unanimi consensi >>.

Già nei primi giorni di lavoro parecchie sono le persone che sono passate presso l’atelier del  museo e, con qualche occhiata furtiva, hanno cercato di carpire notizie che permettano di svelare il segreto anche se, come ci riferisce la Anzolut << gli indizi più evidenti non si trovano alla Bottega dello Scalpellino bensì in un preciso punto del territorio nei pressi del paese >>.

Le vicende storiche del paese, situato in una strategica strettoia tra Cadore e Bellunese, intrecciano le attività di estrazione e lavorazione della pietra con presenze militari, amministrative e religiose che vedono la loro documentata origine molti secoli prima dell’avvento di Cristo.

In vista dell’Assemblea dei Soci, che si terrà il 9 febbraio, si aggiunge così un altro elemento di interesse prodotto dal sodalizio di Castellavazzo, uno dei pochi a livello nazionale che vanta una sezione operativa nella quale si utilizzano tecniche e metodologie di un tempo.

 





 
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