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Un successo la serata archeologica

Presentati i risultati della campagna di ricerca “Crosta 2003”

 

Una sala gremita in ogni ordine di posto ha seguito attentamente la presentazione dei risultati della campagna di ricerca “Crosta 2003”, organizzata presso la sala convegni del nuovo Parco Tecnologico Ambientale dall’Associazione Pietra e Scalpellini in collaborazione con il Comune di Castellavazzo, l’Equipe Veneziana di Ricerca e la Soprintendenza ai Beni Archeologici per il Veneto.

Vilmer Mazzucco  e Franco Roccon, rispettivamente presidente degli “scalpellini” e Sindaco di Castellavazzo, hanno accolto gli ospiti e trasmesso loro la soddisfazione per aver portato a compimento questa importante iniziativa la quale, oltre allo scavo archeologico, ha implicato un’accurata ricerca d’archivio sia a Castellavazzo che a Venezia.

Dopo i saluti dell’assessore regionale Oscar De Bona e di Claudia Bettiol, assessore alla cultura della Provincia di Belluno, Eugenio Padovan ha proposto ai presenti un esaustivo inquadramento dei precedenti ritrovamenti archeologici avvenuti a Castellavazzo, soffermandosi in particolar modo sulle tombe ed i relativi corredi funerari venuti alla luce nel 1995 nel fondo Facca, in occasione della costruzione di due villette.

Il prof. Giulio Pozzana, presidente dell’Equipe Veneziana di Ricerca, ha di seguito illustrato la filosofia di ricerca, scaturita dalla volontà popolare di approfondire la conoscenza degli antichi abitanti di questa zona, i Laebactes, per i quali il Dott. Giorgio Resteghini ipotizza un’origine balcanica o greca, in ragione della presenza del suffisso “ct”, tipica del popoli illirici.

L’indagine si è svolta nel luglio 2003 con la direzione scientifica delle dott.sse Maurizia De Min e Giovanna Gangemi della Soprintendenza, ed ha interessato un terreno posto in prossimità della borgata di Crosta, ovvero in corrispondenza dell’ingresso del paese lato Longarone, gentilmente messo a disposizione dalle famiglie Colotto e Colotto-Alberti.

L’archeologa Paola Sfameni ha successivamente esposto le metodologie che hanno contraddistinto lo scavo, che ha restituito tra l’altro due interessanti monete di epoca romana, una delle quali appartenente al primo secolo dopo Cristo.

Molte sono state le evidenze che confermano quanto ritrovato nel precedente scavo condotto da Eugenio Padovan e Giancarlo Arnoldo, ovvero tracce di combustione e resti di varia natura che riconducono l’area ad un utilizzo sepolcrale e alla cremazione dei defunti.

La particolare situazione geologica emersa dallo scasso del terreno, è stata spiegata dal geologo Giuseppe De Biasi che ha poi saputo catturare l’attenzione dei presenti con un interessante escursus sulle azioni dei ghiacciai e le conseguenti deviazioni del fiume Piave, le cui tracce sono ancora visibili all’occhio attento.

Gli indizi emersi da questa indagine sostanzialmente confermano l’importanza che Castellavazzo ha avuto fin dall’epoca pre-romana, nella quale il popolo dei Laebactes ha saputo condividere la gestione del territorio con l’occupatore romano, giunto qui nel primo secolo avanti Cristo, tanto da ricevere in segno di riconoscenza un “horilogivm cvm sedibvs”, come attestato dalla stele neroniana conservata del municipio.

Continua pertanto la collaborazione tra il Comune di Castellavazzo e l’Associazione Pietra e Scalpellini nella valorizzazione delle peculiarità storiche che caratterizzano il paese, azione che nel 2007 ha comportato l’apertura del Museo della Pietra e degli Scalpellini e del Percorso Storico Archeologico Naturalistico della Gardona.

In tal senso, presso il municipio a breve sarà completata la saletta espositiva dell’Antiquarium, permettendo così alla comunità di Castellavazzo di esporre e ammirare buona parte dei reperti archeologici rinvenuti nel territorio circostante il paese.

“Crosta 2003” prossimamente farà parlare ancora di se in quanto, visto l’apprezzamento riscontrato e grazie alla collaborazione tra le varie parti coinvolte, si continueranno le ricerche e saranno organizzati altri appuntamenti di approfondimento.

 

 


Mostra di immagini d’ epoca, l’ abbigliamento popolare bellunese collezione Giulio Mazzucco
Inaugurazione sabato 17.11.2018 h. 17:00
La mostra sarà visitabile nei giorni di apertura del Museo: sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00





 
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